IL SEGRETO di Nadia Terranova

    A casa di Adele, 11 anni, sulla mensola di legno giallo all’ingresso, non si trova uno svuotatasche ma uno svuotacuori. Lì dentro ci vanno i “baci rotti”, ovvero i momenti infelici, quelli in cui un bacio non è arrivato a compiersi, perchè si è rotto prima.

    “I baci rotti non te li devi portare nel cuore, perchè fanno male. Si conficcano come schegge e poi è più difficile toglierli. Appena arrivi a casa, togliteli di dosso, lasciali qua e si dimenticheranno da soli.”

    A pronunciare queste parole è la nonna di Adele, una donna straordinaria e un po’ magica con la quale lei vive e che è tutta la sua famiglia, da quando mamma e papà sono morti in un tragico incidente stradale.

    Adele deve fare i conti con questo grande dispiacere e con un segreto che le provoca un dolore acuto e persistente…ma anche per questo la nonna ha un rimedio!

    “Vai in giardino e scava una buca. Non c’è bisogno che tu dica niente a me, racconta tutto alla terra. Poi ricopri la buca e torna a casa. Ti sarai liberata del tuo peso e la terra non lo dirà a nessuno”

    Adele si fida della sua cara nonna, esce in giardino e semina il suo segreto, sentendosi da subito un po’ meglio e con il cuore più leggero.

    Adele è bramosa d’amore e di amicizie, li persegue con grande tenacia; in particolare vorrebbe con tutta sé stessa diventare amica delle Magnifiche Quattro, sue compagne di classe. Le ammira a tal punto che arriva persino a mettere da parte quello che è il suo mondo pur di conquistarle… fino a pensare in alcuni momenti di dover cambiare per poter piacere o di essere in qualche modo “sbagliata”.

    “Ammiravo Iris…la sua sfrontatezza, la sua assenza di vergogna mentre io mi vergognavo di tutto e avvampavo se qualcuno mi rimproverava” 

    “Se fossi stata forte come Margherita, il dolore non avrebbe inciso su di me e tutti mi avrebbero rispettata”

    La sua missione di avvicinamento al famigerato gruppetto di compagne non andrà a buon fine e questa sarà paradossalmente la sua più grande fortuna. Incontrerà di lì a poco, infatti,  la prima vera e grande amica, quel tipo di persona con cui ci si sente liberi di essere sé stessi, sempre.

    “...eppure, avere un’amica soltanto, ma quella giusta, può rendere invincibili”

    Con lei tutto era naturale e piacevole, anche passare il tempo semplicemente facendo i compiti insieme…e, perchè no, ridendo a volte l’una dell’altra, perché “...se non ti scappa mai da ridere con qualcuno, quel qualcuno non è la persona adatta a te”

    Quella di Adele è una storia dolce e a tratti “magica”, attraversata da alcuni momenti bui e da molti altri pieni di luce. Narra di amicizia, di famiglia e del bisogno primordiale di appartenenza che riguarda un po’ ciascuno di noi (essere amato e amare, cooperare, partecipare).

    Non perdetevi le ultime righe, sparse tra le immagini finali del libro. Vi sveleranno il caro segreto che Adele aveva nascosto sotto terra e vi permetteranno di sbirciare dentro ad un cassettino del suo cuore.

    Buona lettura!

    a cura di Martina Carlesso

     

     

     

    “Il segreto” di Nadia Terranova

    Illustrazioni di Mara Cerri

    Edizioni Mondadori

    Età di lettura: da 11 anni


     
    “IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini

    Khaled Hosseini, scrittore di origine afgana, vive in America dal 1980, dopo avervi ottenuto asilo politico in seguito alla difficile situazione del suo paese d’origine. Ed è proprio in questa dura realtà, purtroppo ancora tristemente attuale, che ci si trova catapultati, già dopo le primissime pagine del romanzo. Il protagonista è Amir, ormai un uomo, ma con un’infanzia ed un’adolescenza alle spalle che hanno lasciato il segno, per sempre.  Rifugiatosi negli Stati Uniti pensava ormai di essere sfuggito al suo complicato passato, quando ecco che una telefonata inaspettata lo porta ad affrontarlo in maniera definitiva, obbligandolo ad attraversare quel dolore che fino a quel momento aveva scansato, nel tentativo, vano, di cancellarlo.  “Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente.” Amir deve fare ritorno alla sua terra d’origine e da qui parte la narrazione. Amir nasce e vive a Kabul assieme al padre Baba, in una casa ritenuta tra le più belle del nuovo e ricco quartiere a nord della città. Con loro vivono, in una capanna di argilla in giardino, Ali, domestico e fedele amico del padre, e suo figlio Hassan; questi ultimi sono di etnia hazara, da sempre perseguitati e repressi con inaudita violenza dai pashtun, etnia principale a cui apparteneva lo stesso Amir. “Eppure ho passato la maggior parte dei miei primi dodici anni a giocare con Hassan. A volte mi sembra che tutta la mia infanzia sia stata una lunga, pigra giornata estiva trascorsa con lui a rincorrerci tra gli alberi del giardino di Baba…” Amir e Hassan crescono insieme, ma ad un certo punto il loro rapporto si raffredderà e le loro strade si divideranno; Amir avrà un ruolo decisivo in questo allontanamento. Un profondo ed inconfessato senso di colpa lo accompagnerà per lungo tempo. “Da quel giorno Hassan si tenne ai margini della mia vita. Io organizzavo le giornate in modo che le nostre strade si incrociassero il meno possibile. Perchè quando era vicino a me mi sentivo mancare l’ossigeno.” Amir vivrà nel tormento per quanto accaduto, ma ancor di più ciò che non gli darà pace sarà assistere, giorno dopo giorno, all’immutato amore di Hassan nei suoi confronti. “Sapeva che l’avevo tradito, eppure veniva ancora in mio soccorso, forse per l’ultima volta…Avrei voluto dirgli che ero io il serpente che si nasconde nell’erba, il mostro del lago. Non ero degno di quel sacrificio. Ero un bugiardo, un baro, un ladro…” Fino a quando gli eventi della vita non gli daranno l’opportunità di riscattarsi, perdonando sé stesso e onorando il suo compagno Hassan. Alcune sconvolgenti scoperte relative al suo passato lo guideranno verso importanti scelte che ne condizioneranno il futuro.  Storia meravigliosa, dolce e commovente in alcuni tratti, dura e graffiante in altri. Un turbinio di emozioni vi farà palpitare il cuore.  Buona Lettura!   a cura di Martina Carlesso


    LA VALLE DEI MULINI

    La Valle dei Mulini era un tranquillo villaggio dove vivevano “uomini, donne e ragazzi simili a tutti gli altri”.

    Un giorno arrivarono le Macchine Perfette e tutto cambiò. Grazie a loro tutto era perfetto, “bastava schiacciare un pulsante per vivere un momento perfetto, mangiare un dolce perfetto, avere un amico perfetto…”

    Se tutto era improvvisamente diventato così facile, a cosa serviva più faticare per realizzare qualcosa o avere dei desideri?

    Piano piano tutti gli abitanti smisero di sognare, tutto sembrava addormentato, perfino il Vento che faceva girare i famosi mulini del villaggio non soffiò più.

    Eppure qualche sogno nascosto vibrava ancora nei cuori. Uno era quello di Anna, la sarta del paese. Nonostante le Macchine Perfette avessero reso inutile il suo lavoro, lei immaginava ancora

    “...di ricamare merletti di spuma di mare, bottoni di stelle, mantelli fatti di nuvole.”

    Grazie alla sua inarrestabile curiosità, una notte, girando per il villaggio, Anna fa uno strano incontro, s’imbatte nell’Uomo-Uccello. 

    Questo strano essere la aiuterà a ritrovare l’entusiasmo e il coraggio necessari a risvegliare l’intero villaggio.

    Insieme troveranno il modo di farlo e quando questo succederà, tutti gli abitanti si ritroveranno nella piazza principale per celebrare il ritorno del Vento e con lui, il ritorno di tutti i desideri dimenticati

    “Voglio scoprire un tesoro!”

    “Io voglio fare il giro del mondo!”

    Una ad una le Macchine Perfette si spegneranno permettendo al Vento dei sogni di tornare a spirare tra le case, tra le vie, tra i cuori.

    La fiaba raccontata è ricca di magia, a partire dalle incantevoli illustrazioni che vi ruberanno occhi e cuore e renderanno appieno la dolcezza della storia.

    Il libro è consigliato dai 4 anni, ma sicuramente il messaggio che intende trasmettere non è di facile comprensibile ai più piccoli. Le illustrazioni saranno di grande aiuto, ma in ogni caso sarà necessaria la guida di un adulto.

    Per i bambini più grandi invece risulterà più semplice e immediato intuire il messaggio di fondo, ossia l’importanza di continuare a coltivare i propri sogni, a dispetto di una realtà che spesso chiede di accantonarli e di proseguire su un percorso che sembra irrimediabilmente già segnato.

    Incoraggiamo i nostri piccoli a credere nei propri sogni, ma diciamo loro anche che non saranno di certo uno schiocco di dita o una bacchetta magica a rendere reali i desideri, ma la loro tenacia nel credere in loro stessi e il coraggio, quando ci si troverà ad un bivio, di scegliere a volte la strada più difficile.

    Crediamoci e non lasciamoci spegnere

    Buona lettura!
    a cura di Martina Carlesso


    IL MISTERO DI LONDON EYE

    “Il mistero del London Eye” di Siobhan Dowd Edizioni Uovonero, 2011 Età di lettura: da 12 anni Ted è un simpatico ragazzino che vive a Londra con la sorella Kat, mamma Faith e papà Ben. La visita del cugino Salim e della zia Gloria innesca un’avvincente narrazione; il cugino infatti, sale sulla famosa ruota di Londra, il London Eye, e non vi ridiscende mai più, scomparendo nel nulla e dando il via ad un vero e proprio giallo, ricco di misteri e colpi di scena. In tutto ciò Ted, il vero protagonista del romanzo, si scoprirà un abile e inconsapevole detective e condurrà, assieme alla sorella Kat, delle indagini parallele a quelle della polizia, al fine di scoprire dove si è cacciato Salim. Ted è affetto dalla sindrome di Asperger, ma la sua diagnosi non sarà mai nominata nel libro; verrà invece accuratamente descritta attraverso le sagaci e a volte ironiche riflessioni del ragazzo stesso. “ecco come il fatto di avere uno strano cervello, su cui gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone, mi ha aiutato a capire che cosa è successo” Ted sfarfalla le mani quando si agita, non comprende il linguaggio del corpo, le metafore e le frasi fatte. “vedo cose che loro non vedono e a volte loro vedono cose che io non vedo” Quando fatica ad interpretare un comportamento o gli risulta difficile leggere le emozioni altrui, Ted ricorre ai suggerimenti del suo amato insegnante… “Ho uno schema di riferimento di cinque espressioni base, che il signor Shepherd mi ha insegnato labbra in su, molti denti visibili = molto divertito, felice labbra in su, denti non visibili = leggermente divertito, soddisfatto labbra strette, lievemente rivolte verso il basso = non divertito, leggermente arrabbiato, o perplesso… labbra strette, occhi al tempo stesso strizzati = molto scontento, arrabbiato labbra tonde, come una O e occhi spalancati = spaventato, sorpreso” Ted è poi anche un grande appassionato di meteorologia! Le sue conoscenze in questo campo gli vengono in soccorso quando ha bisogno di interpretare qualche episodio di vita quotidiana  “...poi la sua faccia si è rasserenata (che è quello che si dice quando qualcuno sembra infelice e improvvisamente si risolleva, e mi piace questa espressione perché è un'altra metafora presa dalla meteorologia. Una faccia può rasserenarsi esattamente come il cielo quando un cumulonembo scuro si allontana ed esce di nuovo il sole)” Nel romanzo la narrazione è incalzante e cattura il lettore fin dalle prime righe, tanto che risulta difficile abbandonare il libro senza prima aver scoperto come va a finire la vicenda. Insomma, una vera e propria avventura quella vissuta da Ted!  Lettura consigliata ai ragazzi, dai 12 anni, ma anche agli adulti. Apre una finestra sul tema dell’autismo, ma allo stesso tempo parla di coraggio e tenacia, di fratellanza e di famiglia. Soprattutto ci ricorda che quella che può essere etichettata come una diversità rappresenta invece spesso una risorsa, perché, come dice Ted “dipende da che parti guardi le cose” Buona lettura! a cura di Martina Carlesso


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