“IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini

    “IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini

    Khaled Hosseini, scrittore di origine afgana, vive in America dal 1980, dopo avervi ottenuto asilo politico in seguito alla difficile situazione del suo paese d’origine.

    Ed è proprio in questa dura realtà, purtroppo ancora tristemente attuale, che ci si trova catapultati, già dopo le primissime pagine del romanzo.

    Il protagonista è Amir, ormai un uomo, ma con un’infanzia ed un’adolescenza alle spalle che hanno lasciato il segno, per sempre. 

    Rifugiatosi negli Stati Uniti pensava ormai di essere sfuggito al suo complicato passato, quando ecco che una telefonata inaspettata lo porta ad affrontarlo in maniera definitiva, obbligandolo ad attraversare quel dolore che fino a quel momento aveva scansato, nel tentativo, vano, di cancellarlo. 

    “Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente.”

    Amir deve fare ritorno alla sua terra d’origine e da qui parte la narrazione.

    Amir nasce e vive a Kabul assieme al padre Baba, in una casa ritenuta tra le più belle del nuovo e ricco quartiere a nord della città. Con loro vivono, in una capanna di argilla in giardino, Ali, domestico e fedele amico del padre, e suo figlio Hassan; questi ultimi sono di etnia hazara, da sempre perseguitati e repressi con inaudita violenza dai pashtun, etnia principale a cui apparteneva lo stesso Amir.

    “Eppure ho passato la maggior parte dei miei primi dodici anni a giocare con Hassan. A volte mi sembra che tutta la mia infanzia sia stata una lunga, pigra giornata estiva trascorsa con lui a rincorrerci tra gli alberi del giardino di Baba…”

    Amir e Hassan crescono insieme, ma ad un certo punto il loro rapporto si raffredderà e le loro strade si divideranno; Amir avrà un ruolo decisivo in questo allontanamento. Un profondo ed inconfessato senso di colpa lo accompagnerà per lungo tempo.

    “Da quel giorno Hassan si tenne ai margini della mia vita. Io organizzavo le giornate in modo che le nostre strade si incrociassero il meno possibile. Perchè quando era vicino a me mi sentivo mancare l’ossigeno.”

    Amir vivrà nel tormento per quanto accaduto, ma ancor di più ciò che non gli darà pace sarà assistere, giorno dopo giorno, all’immutato amore di Hassan nei suoi confronti.

    “Sapeva che l’avevo tradito, eppure veniva ancora in mio soccorso, forse per l’ultima volta…Avrei voluto dirgli che ero io il serpente che si nasconde nell’erba, il mostro del lago. Non ero degno di quel sacrificio. Ero un bugiardo, un baro, un ladro…”

    Fino a quando gli eventi della vita non gli daranno l’opportunità di riscattarsi, perdonando sé stesso e onorando il suo compagno Hassan. Alcune sconvolgenti scoperte relative al suo passato lo guideranno verso importanti scelte che ne condizioneranno il futuro. 

    Storia meravigliosa, dolce e commovente in alcuni tratti, dura e graffiante in altri. Un turbinio di emozioni vi farà palpitare il cuore. 

    Buona Lettura!  

    a cura di Martina Carlesso


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