BUON COMPLEANNO A LUDWIG VAN BEETHOVEN

    BUON COMPLEANNO A LUDWIG VAN BEETHOVEN

    LUDWIG VAN BEETHOVEN  (1770-1827)
    250 anni dalla sua nascita

    “Suonare una nota sbagliata è insignificante. Suonare senza passione è imperdonabile”

    Nato a Bonn (Germania) il 16 dicembre del 1770 da una famiglia umile ma di tradizioni musiciste, Ludwig Van Beethoven coltiva la sua dote musicale grazie alle insistenze del padre Johann, musicista e tenore, il quale individua subito il talento del figlio e pensa bene di trarne il meglio per sé e per l’economia familiare.  Purtroppo l’infanzia del giovane è tutt’altro che serena e gioiosa, dato che il padre violento e spesso ubriaco, costringe il piccolo Ludwig a suonare il violino e il cembalo sperando di trarne profitto. Ciò nonostante la sua passione non si affievolisce e sotto la guida del musicista e organista Christian Gottlob Neefe, Ludwig compone all’età di 12 anni le sue prime opere per pianoforte (un Rondò e alcuni Lieder) aprendo così la strada della sua carriera da musicista. A 16 anni, grazie all’aiuto del conte Ferdinand von Waldstein il genio musicale arriva a Vienna, dove pur rimanendo per pochi mesi ha la fortuna di conoscere Mozart. La morte della madre nel 1787 lo costringe a ritornare a Bonn e a provvedere al mantenimento del padre e dei fratelli suonando presso l’orchestra della corte come violinista e organista.
    Nel 1972 Ludwig conosce Franz Joseph Haydn che lo invita a proseguire i suoi studi sotto la sua direzione e a trasferirsi definitivamente a Vienna, cosa che avviene solo alla morte del padre. Tra i due c’è una stima reciproca, ma non una vera amicizia a causa di probabili invidie di Haydn nei confronti del talento di Ludwig, il quale tuttavia affina la sua tecnica artistica da renderlo ben presto un pianista stimato nell’ambiente intellettuale dell’epoca.
    Nel 1796 porta i suoi concerti e le sue composizioni tanto eleganti e raffinate, dal carattere vigoroso e irruento, da Vienna a Berlino, a Dresda, a Lipsia, Norimberga e Praga suscitando l’entusiasmo del popolo e le critiche dei più conservatori. Si dedica alla lettura dei classici greci, ma anche degli autori dello Sturm und Drang quali Goethe e Schiller. Con Goethe avrebbe voluto iniziare una collaborazione musicale al Faust, ma il poeta non si è dimostrato disponibile.
    Accanto a lui ci sono alcune donne tra cui Giulietta Guicciardi, Teresa Malfatti, Amalia von Sebald, Bettina Von Armin-Brentano, ma nessuna gli rimane accanto per sempre e tanto meno nel momento più doloroso della sua vita. Nel pieno della sua maturità artistica iniziano i problemi di udito che lo portano alla totale sordità. Consapevole che la sua carriera sarebbe stata distrutta tenta comunque di sfuggire al dolore che lo tormenta e nel testamento di Heiligenstadt esprime tutta la sua tristezza ai suoi fratelli.

    Nonostante le difficoltà uditive questo ultimo periodo della sua vita è considerato dalla critica il più fertile in termini compositivi.

    Con Beethoven la sinfonia diventa la forma musicale per eccellenza, quella a cui si affidano messaggi importanti; una composizione in cui si rappresenta un vero e proprio dramma di sentimenti umani, in cui le melodie si possono paragonare a personaggi di melodrammi.
    Gli schemi del Classicismo non sono più sufficienti per contenere le passioni e gli ideali che Beethoven vuole esprimere: le dimensioni delle composizioni si dilatano, l’organico orchestrale si amplia e si aggiungono nuovi strumenti.
    Per queste sue caratteristiche la musica di Beethoven precorre i tempi, anticipando molti elementi del linguaggio musicale romantico.

    La ricerca di un continuo miglioramento, del superamento del limite è tipico del modo di lavorare di Beethoven. Prima che una melodia o un intero brano raggiunga la forma finale, questo viene sottoposto a numerose modifiche e perfezionamenti. Beethoven tiene sempre a portata di mano dei quaderni su cui annota idee e appunti: ogni volta che gli viene alla mente una melodia, la trascrive immediatamente, per poi successivamente provarla e riprovarla finché non ne è pienamente soddisfatto. La creazione delle sue composizioni è lenta e sofferta, soggetta a mille ripensamenti. Ad esempio l’unica opera teatrale di Beethoven, il Fidelio, ebbe tre versioni.

    Tra le opere più famose citiamo:

    • Musica sinfonica: 9 sinfonie, 5 concerti per pianoforte, concerto per violino, triplo concerto per violino, violoncello e pianoforte
    • Musica da camera: 32 sonate per pianoforte, 18 quartetti per archi
    • Musica per il teatro: Fidelio e le Overture per orchestra
    • Musica sacra: Messa solenne

    Altri brani conosciuti come: “Per Elisa” (WoO59) è un breve pezzo per pianoforte in La minore, molto conosciuto e trascritto per vari strumenti.

    La “Sonata Quasi una fantasia” per pianoforte in Do# minore op.27 n.2, anche chiamata il “Chiaro di luna”, è tra le più conosciute composizioni pianistiche: una romantica dedica ad una sua allieva di cui era perdutamente innamorato.

    Beethoven condivide le idee illuministe del suo tempo. La fiducia nella ragione e nelle scienze, la volontà di giustizia sociale, la speranza nella solidarietà tra gli uomini. Questi valori per lui irrinunciabili e l’esigenza di un impegno morale e civile sono alla base della sua ultima sinfonia, la Nona, pubblicata nel 1824 ed eseguita lo stesso anno a Vienna.

    La prima esecuzione della Nona sinfonia, avvenuta il 7 maggio 1824, ha un successo strepitoso. Il 4° movimento contiene l’esecuzione strumentale e vocale dell’Inno alla gioia del poeta Friedrich Schiller. Il testo esorta l’umanità a procedere lieta nel suo cammino. La gioia è il sentimento che ci aiuta a superare le difficoltà della vita e ci porta verso un mondo migliore e più solidale. Per il messaggio di profonda umanità e di speranza che reca, l’Inno alla gioia è stato scelto come inno ufficiale dell’Europa.

    L’artista morì a Vienna il 26 marzo 1827 forse in seguito ad una polmonite, oppure ad una intossicazione da piombo. La città, nonostante non si occupasse da mesi delle sue sorti, gli è riconoscente al funerale con una processione di almeno ventimila persone.

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    A cura di Comunello Federica
    In collaborazione con il Prof. Fabris Stefano - Orchestra del Teatro La Fenice

    https://www.viaggio-in-austria.it/beethoven.html
    https://www.informagiovani-italia.com/ludwig_van_beethoven.htm

     


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